DI UNA CENTRALE SNAM E ALTRI SCEMPI
Caro concittadino,
ti informiamo che sono in atto (dal 2004) una serie di iter amministrativi per l’insediamento a Sulmona di una centrale gas che di fatto aprirà la strada ad un nuovo Nucleo Industriale. Non una parola è stata spesa dalla classe politica dirigente per informare la città, non un dibattito pubblico...
La presunta localizzazione di una centrale di compressione del gas nella zona del Cimitero comporterà la contestuale variazione di destinazione d’uso dell’intera area. Proprio per tale motivo il Gruppo Toto ha già richiesto le autorizzazioni necessarie per avviare la costruzione di un cementificio dotato di inceneritore, l’apertura di una cava, etc.,etc., un progetto da 400 ettari alle porte del Parco della Majella!!! Il progetto globale avrà esigue ricadute occupazionali e danneggerà irreparabilmente quanto fatto fin’ora dal settore agricolo, turistico, sociale e culturale.
IL NULLA IN CAMBIO DI SCEMPI E MALATTIE!
Il Comitato è intervenuto nella Conferenza dei Servizi convocata a febbraio proprio per il progetto Toto, dissuadendo tutti i soggetti coinvolti nel dare un parere favorevole. Al momento la Conferenza non ha rilasciato autorizzazioni in merito, ma la soglia di attenzione deve rimanere sempre al massimo dell’allerta.
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare e sostenere il neonato Comitato per la Salvaguardia del Territorio e della Salute (C.S.T.S.) che si riunisce tutti i venerdì alle 17.30 (sedute sospese fino al 28 Aprile)presso l’Agenzia per i Servizi culturali in piazza Venezuela.
Il Comitato cittadino chiede inoltre a tutti i partiti politici, ai sindacati, alle associazioni professionali e territoriali di esprimere un proprio parere in merito alla costruzione della Centrale Snam e, viste le imminenti elezioni amministrative chiarire le proprie posizioni PUBBLICAMENTE.
COMITATO TERRITORIALE SALVAGUARDIA TERRITORIO E SALUTE
C/o Agenzia Promozione Culturale, Piazza Venezuela Sulmona
ctsts@email.it

2 commenti:
Misurare le emissioni - cosa è stato fatto?
In questo studio sono state prese come campione 5 stazioni di compressione di diverso tipo e costruite in anni differenti. Numerose valvole, flange, connessioni, strutture di compressione, filtri, essiccatori ecc. che compongono una stazione di pressurizzazione sono state inizialmente controllate con rilevatori di perdite. Queste ultime sono state poi evidenziate e numerate. Successivamente è stata misurata l'entità della perdita inserendo nel punto in questione una camera di campionamento collegata con un sistema di misura in grado di determinare la quantità di metano rilasciata nell'unità di tempo. Sono stati studiati 2380 km di gasdotto sorvolando l'area con un elicottero munito di un rilevatore laser per le perdite.
Risultati
In primo luogo le misure hanno permesso di valutare l'entità delle emissioni di gas in seguito a perdite. Sulla base dei dati ottenuti e sulla base della distribuzione statistica di compressori, valvole e flange di età e tipo differenti, sono state estrapolate le emissioni lungo tutto il percorso del gasdotto dalla Siberia nord occidentale fino al confine orientale della Germania.
In secondo luogo, sulla base delle statistiche relative alle centrali di Gasprom (numero di compressori, la loro potenza, quantità di CO2 emessa, numero di riparazioni e volume del gas scaricato) è stata calcolata l'entità delle emissioni pianificate. Poiché il metano è un gas serra di gran lunga più potente dell'anidride carbonica, le sue emissioni possono essere valutate solo se l'impatto del metano viene trasformato in un impatto equivalente di CO2, i cosiddetti equivalenti tCO2 (1 tonnellata di metano ha un effetto pari a 23 tonnellate di CO2 in una scala temporale di 100 anni).
13. Emissioni dirette ed indirette di gas serra dovute alla combustione di combustibili fossili. Le emissioni relative a petrolio, carbone e lignite sono confrontate con quelle valutate nell'ambito di tre studi differenti sul gas naturale proveniente dalla Russia. I risultati della ricerca qui presentata corrispondono alla barra a destra e sono evidenziati in arancione.
© Wuppertal Institute; Clicca sull'immagine per ingrandirla!
Il 68% delle emissioni indirette sono dovute alla CO2 rilasciata dalle turbine delle stazioni di compressione.
Il 31% proviene dal metano (21% da perdite di flange e armature, circa il 5% da evacuazione per operazioni di manutenzione e riparazione).
Nel calcolo delle emissioni sono stati tenuti in considerazione sia l'incertezza dei dati, ottenuti da sole 5 stazioni di compressione, sia le statistiche relative ai guasti riportati da Gazprom. I risultati ottenuti sono presentati tenendo in considerazione la massima banda di incertezza (confidenza pari al 95%).
Da questi risultati si può concludere che le emissioni (dirette e indirette) di gas serra da parte del gas naturale, a parità di resa energetica sono inferiori a quelle di altri combustibili fossili. Prendendo in considerazione il gas proveniente dalla Russia, le emissioni sono inferiori del 18% se confrontate con quelle del petrolio, del 30% se confrontate con quelle del carbone e del 35% rispetto alla lignite. Un ulteriore vantaggio deriva dalla maggior efficienza del gas nell'alimentare le centrali elettriche.
Ringraziamenti:
Ringraziamo il dr Dr. Sergej Assonov (MPI Mainz) per le fotografie e per i suoi suggerimenti scientifici; i colleghi dell'Istituto di Wuppertal per il Clima, l'Ambiente e l'Energia che ci hanno gentilmente concesso materiale e fotografie. Tutte le foto col marchio © LA sono di S. Lechtenböhmer and S. Assonov.
Autore: Dr. Elmar Uherek
Premesso che i cittadini riuniti in comitato contestano oltre che la scarsa informazione, la localizzazione della centrale nella porta del Parco della Majella, volendo semplicisticamente approcciare il discorso delle emissioni, la centrale IN DEFINITIVA INQUINA!!!
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